Questo mostro leggendario - figura ibrida di rettile con zampe da aquila ed ali di pipistrello - viene associato al ricordo di santa Radegonda, fondatrice dell'abbazia Sainte-Croix (Santa-Croce) nel VI° secolo.
Si racconta che diverse monache, avendo dovuto recarsi nelle cantine del monastero, non fossero mai tornate...
Si pretende inoltre che queste cantine communicassero con delle gallerie sotterranee, infestate dalla presenza di un drago terrificante, emerso dal vicinissimo letto del fiume Clain. Su richiesta delle suore, santa Radegonde si prepara ad affrontare la feroce creatura, provvista di armi la cui natura varia a secondo delle differenti versioni del racconto : un pane benedetto, la reliquia della Santa Croce (detenuta dall'abbazia), il suo bastone di badessa (che non possedeva pero, essendo semplice monaca nel proprio monastero), o addirittura il suo solo coraggio ! Niente paura ! la Grand'Goule sarà sconfitta.
Nel corso di processioni nel quartiere di Santa-Croce, entrerà nella tradizione la celebrazione di questo aneddoto esemplare, che illustra i favori che Radegonde ha potuto compiere per la città. A partire dal XVII° secolo, una statua di legno rappresentante il mostro, figurerà in prima fila di queste processioni. La tradizione vuole che gli spettatori gettino nella bocca minacciosa della bestia, alcuni piccoli biscotti chiamati casse-museaux (spacca-muso), e facciano gli scongiuri esclamando, in modo singolare : "Buon santo vermiciattolo, prega per noi" ! Questa statua è tutt'ora esposta nel museo Sainte-Croix.