Spesso coinvolto nelle storie e leggende di Poitiers, il personnaggio di santa Radegonde è nuovamente evocato per suggerire le origini del famoso megalite di calcare situato nel sobborgo del Pont-Neuf (Ponte-Nuovo). Risalendo probabilmente all’epoca neolitica, questo dolmen si è rovesciato nel XVIII° secolo : la parte orizzontale si è rotta in due, per cui una parte è coricata al suolo e l’altra é rimasta appoggiata sui suoi due supporti.
Si attribuisce comunemente l’iniziativa di questa costruzione a santa Radegonde. Essa avrebbe prelevato la gigantesca pietra nelle immediate vicinanze di Poitiers (Migné o Saint-Benoit), e caricandola sulla testa l’avrebbe portata fino a destinazione (in tempi remoti, la tradizione popolare affermava che si potesse riconoscere l’impronta della santa testa guardando sotto il pietrone). In quanto ai supporti, avrebbero viaggiato nel grembiule di Radegonde. Questo dettaglio del racconto ricalca fedelmente le leggende attribuite alla fata Melusine, lei stessa grande « costruttrice », e che usava il grembiule per trasportare i materiali da costruzione.
Questo dolmen si ritrova al centro di pratiche ancestrali : -li’ si tenevano fiere nel Medioevo ; -un culto dedicato a santa Radegonde vi si celebrava ancora nel XIX° secolo ; -sembra che gli studenti dell’università si impadronissero del sito già dal XVI° secolo, per banchettare goliardicamente. -Rabelais (dando la paternità della Pierre-Levée al suo gigante Pantagruel) trasforma l’arrampicata sul dolmen in una sorta di rito al quale dovevano sottoporsi i pretendenti al titolo di studente per essere riconosciuti tali.